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Messaggio  Gionata Nencini il Sab Mar 22, 2008 2:50 am

Farsi derubare da 3 curdi mentre sei nudo sugli scogli



Citazione:



Sono a poche decine di chilometri da Fenerbace e decido di pernottare
vicino al mare, dove fra gli scogli e un prato enorme e gremito di
gente, villeggiano e passeggiano grandi quantità di turchi.



Il parco é immenso.



Monto la tenda dientro ad un cespuglio che mi nasconde dal traffico
di strada e che mi mantiene all'ombra e distante dal mare e dalle
persone che vi passeggiano accanto. Mai essere troppo spudorato.



Il giardino é enorme ed é separato dal mare da un stretta
passeggiata di pietra liscia, da un piccolo muretto su cui le coppiette
siedono ed, oltre esso, una massa informe di scogli piatti e giganti,
dove arrivo e mi siedo per arrivare a bagnarmi le mani.



Mentre dietro di me le persone camminano ignare della mia figura
nascosta nell'ombra notturna, io vedo ogni faccia illuminata dai
lampioni e divertito mi faccio una toilettatura completa, senza
vergognarmi della mia totale nudità.



Silenzioso fra gli svogli appare alle mie spalle un ragazzo che mi parla in un turco che non afferro.



Ho una saponetta bagnata in mano, un culo insaponato, e le miei
gioie che penzolano e mi accorgo voltandomi con calma che oltre il tipo
ci sono altre due scure e mute figure dietro di lui.



Il tipo si avvicina alla mia faccia e non nota la mia nudità.



Nota l'asciugamano che su un altro scoglio ho appoggiato assieme alla borsetta con i saponi e altre cose per il bagno.



Silenzioso fa cenno agli scagnozzi che mi parano la via verso i
miei effetti, e felino arriva alla mia borsette, mette in tasca e se ne
va.



"Sabon sabon... "



scandisco in tono ironico.



Lui si arresta, si volta e con una lentezza strana, posa il mio
borsello porta sapone ai suoi piedi e accosciandosi come per defecare,
lo apre e lo svuota davanti agli occhi miei e degli altri due.



Sono tre ragazzi. Sulla 20ina. Magliette nere. Pantaloni neri. Facce sporche e dentature trascurate.



Umiliato dal magro bottino mi mostra oggetto per oggetto le mie cose chiedendomi l'utilzzo.



Crema per i piedi



Spray per il raffreddore



Sapone



Spazzolino



Dentifricio



Anti dolorifco per il mal di testa



Deodorante.



Lamette da barba.



Ce ne sono 6, tutte usa e getta. Usate e riusate fino alla fine. Ma una é nuova. Ha ancora il cappuccio.



Mi chiede se posso regalargliela (uno degli altri due aveva voluto
in regalo la mia crema per i piedi, ma ero riuscito a tenerla per me).
Dico di si. Adesso ha un arma in mano, meglio non contraddirlo.



Non puo' uccidermi, ma comunque ferirmi.



La mia lametta gli gira fra le mani. Lui la porta alla bocca e
rompe a piccoli morsi l'anima in plastica della lametta. Prende la
parte in ferro che ne rimane esi tira su la maglietta.



Mi arriva all'orecchio un "Maniac..." e relative risate dell'amico che ha fatto tale commento.



La mia lametta ora riflette la luce dei lampioni e si agita in alto
e in basso davanti al petto gia' segnato da altre cicatrici che questo
Curdo ha su tutto il corpo.



Ma lui non vuole spaventarmi, solo farmi partecipe di un gesto che per loro é segno di grande coraggio e forza.



Non mi lasciano andare e mi chiedono a gesti di dove sono e cosa
faccio. Faccio vedere loro il sapone nella mia mano e spero che la mia
nudità non li offenda.



Puntando il mio pene con gli occhi li invito a capire perché mi trovo li.



Divertiti balzano all'indietro disgustati da tale disinvoltura nel
mostrare il magnifico lavoretto di mia mamma (quando si dice la
simmetria) e con una risata mi invitano a bere una birra con loro.







Dico che non ho soldi e mentre mi rivesto svuoto le tasche per dimostrarglielo.



Allora tirano fuori decine di monetine e di Lire Turche e si offrono di invitarmi a bere birra con loro.



Il peggio non é ancora passato.



Poi penso di fare l'eroe, di spingerli contro gli scogli o in acqua
e fuggire, ma l'idea sarebbe utile se loro morissero, solo così potrei
scappare indisturbato. E io non voglio uccidere nessuno.



E se morissero dovrei scappare dall'arresto per sempre.



No, troppo cinematografico. In realtà ho paura per la moto e per le cose che contiene.



Mi congedo senza mostrare loro la via verso la mia moto. Mi
assicuro che non mi seguano o che non guardino dove vado, poi raggiungo
la TA che ancora scricchiolante per il motore caldo, sbuca da dietro il
cespuglio



Tenda e scartoffie sono legate sulla moto in un secondo.



Sono salvo.

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